Etica e deontologia, I pubblici della scienza

Accesso alla conoscenza negato ai paesi a basso reddito: la protesta del Lancet

di Enrico Febbo


Su Lancet del 22 gennaio scorso un duro editoriale contro la decisione di alcuni grandi editori, tra cui Elsevier (lo stesso editore di Lancet), Lippincott Williams & Wilkins e Springer, di ritirare le loro riviste dal programma HINARI del Bangladesh (e di altri paesi, come il Kenya e la Nigeria).
HINARI (Health InterNetwork Access Research Initiative dell’OMS) è il sistema principale al mondo per consentire il libero accesso alle riviste scientifiche in paesi a basso reddito. Esso può cadere subito a pezzi se i grandi editori si ritirano dal progetto. All’inizio del 2011, i ricercatori in Bangladesh, uno dei paesi più poveri del mondo, hanno ricevuto una lettera che annuncia che quattro grandi editori non avrebbero più garantito il libero accesso alle loro 2.500 riviste attraverso HINARI. È poi emerso che anche altri paesi sono colpiti dal provvedimento.
La mancanza di accesso alla conoscenza è il principale limite allo sviluppo umano. Dal momento che HINARI è stato lanciato nel 2002, 137 editori hanno fornito gratuitamente alle istituzioni locali di 105 paesi contenuti da 7000 riviste. Nel solo 2010, secondo Kimberly Parker (direttore del programma HINARI), 400 nuovi giornali sono stati aggiunti alla rete.
Raggiunto dalla protesta internazionale un editore, quello di Science, ha revocato immediatamente la sua decisione, gesto subito seguito da Elsevier ma non, sinora, da Springer e Lippincott Williams & Wilkins.
Secondo la classifica UNDP 2010, 42 paesi sono classificati come “a basso sviluppo umano”. Bangladesh, Nigeria, Kenya e sono inclusi in tale elenco. L’opinione del Lancet è che i paesi designati come “a basso sviluppo umano” dalle Nazioni Unite giustificano un impegno chiaro e inequivocabile da tutti gli editori affinché l’accesso alla letteratura scientifica attraverso l’HINARI sia completo e gratuito. Il sottosviluppo significa esattamente questo – per esempio, un alto tasso di morbilità e mortalità evitabili tra le popolazioni più vulnerabili. Il tasso di mortalità materna del Bangladesh è 338 per 100.000 nati vivi, 413 del Kenya, della Nigeria e 608. Nel Regno Unito è 8. Affinché questi paesi affrontino con qualche possibilità di successo la tragedia di malattie prevenibili è fondamentale che essi possano accedere liberamente ai saperi tecnico-scientifici.
Sempre secondo l’editoriale del Lancet (che esprime la linea editoriale del direttore), gli editori devono inviare un segnale di forte impegno per i paesi che hanno più bisogno delle conoscenze che essi controllano.
“Da parte nostra” – conclude l’editoriale – “abbiamo chiesto a Elsevier di assicurarci che la redazione sarà consultata in occasione di tutti i futuri negoziati riguardanti l’accesso al sistema HINARI che coinvolgono il Lancet. Tale garanzia è stata data”.

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