Audio, Multimedia lab

Compostezza e sentimento. Una questione di codici

di Anna Davini

SPECIALE TERREMOTO – I GIAPPONESI RACCONTATI DA UN BLOGGER

Flavio Parisi (pesceriso.wordpress.com)

“Ho dato uno sguardo agli articoli che parlano del sisma sui principali quotidiani italiani. Ma veramente non c’è altro modo di spiegare la visione della vita dei giapponesi senza ricicciare samurai, geisha, sumo e quello che a me suona più assurdo: il fatto che i giapponesi nascondono le emozioni?”. Sul blog PESCeRISO Flavio Parisi dice la sua sulla compostezza dei giapponesi, parola d’ordine sui media, non solo italiani, in questa tragedia.

Dal blog, Flavio sta raccontando il terremoto: cattura nei suoi post quello che vede nelle strade, nelle stazioni di treni, sui giornali nazionali e stranieri. E in questi giorni lo sta mostrando agli italiani anche attraverso stampa e televisione, ospite venerdì delle Invasioni barbariche, su La7, e di Rai Tre, ad Agorà. Noi gli abbiamo chiesto come gli appare, da europeo, la reazione così composta dei giapponesi.

superstiti - Rikuzentakata (credit: Kyodo News)

Sentiamo:

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Arrivato in Giappone sette anni fa, Flavio insegna italiano all’Istituto di cultura di Tokyo, tiene lezioni di cucina nostrana, insegna storia dell’opera lirica italiana, lavora come giornalista freelance e da qualche tempo è ospite di un talk show della televisione nazionale giapponese. Tema: il Giappone secondo gli stranieri. Insomma, è uno che il Giappone lo guarda da vicino: lavora a contatto con giapponesi, parla il giapponese, ha una ragazza giapponese, amici giapponesi, in casa non porta le scarpe.

E assicura che il paese in cui ha scelto di vivere, che conosce e ama, non è in guerra con le emozioni, anzi: “Direi addirittura che i giapponesi sono persone molto molto sentimentali, molto sensibili, fin troppo”. Sono spaventati, spaventatissimi dalla violenza del sisma, disperati per le perdite, angosciati per chi ancora manca all’appello. Come lo sarebbe chiunque di fronte a una tragedia simile: solo, il codice con cui esprimono il loro turbamento è diverso dal nostro. Un problema di linguaggio, quindi, di grammatiche che non si conoscono.

Stupisce che cinque giorni di emergenza, scosse continue e violente, tsunami e rischio nucleare, non abbiano fatto esplodere il panico. Poco avvezzi a fidarci delle autorità,  noi italiani fatichiamo a trovare una spiegazione plausibile. Secondo Flavio, la situazione è sotto controllo grazie alla gestione cauta dell’informazione, alla fiducia diffusa nelle istituzioni e nei protocolli di gestione del rischio e, forse, a un tratto ancora più radicato nella cultura e nella gente: un senso di responsabilità condiviso che tiene a freno controinformazione e contestatori. Che comunque non mancano, nemmeno nel Giappone del terremoto: se i media europei e americani polemizzano sui tassi di radioattività diffusi dal governo, sulla stampa giapponese si discute della tempestività con cui i dati sono stati comunicati.

Sulla reazione dei giapponesi al disastro, sempre su Jekyll puoi leggere e ascoltare anche:

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