I pubblici della scienza, Il marketing dell'informazione

Comunicare la scienza (con cheerleader ed esplosioni)

di Roberto Inchingolo

Kari Byron, conduttrice di "Mythbusters"

Kari Byron, conduttrice di "Mythbusters"

La scienza, si sa, non è famosa per essere particolarmente eccitante. Lo stereotipo dello scienziato (maschio, calvo, occhialuto e in camice) è ancora ben impresso nell’immaginario collettivo.  Quale metodo migliore, allora, se non parlare di scienza usando belle donne e grandi esplosioni?

Popolarizzare la scienza e avvicinare gli scienziati al pubblico usando delle tattiche “hollywoodiane” potrà sembrare un approccio poco ortodosso, ma  è evidente che possa avere  successo verso il grande pubblico. Ma non si rischia di passare un’immagine sbagliata della scienza?

Di questo si è recentemente discusso alla ScienceOnline 2011 Conference, conferenza di famosi blogger scientifici di tutto il mondo.  Molti interventi sono stati dedicati alle tattiche, più o meno legittime, di avvicinare l’audience alla scienza rendendola interessante e divertente. Alla conferenza ha partecipato anche Darlene Cavalier, giornalista televisiva e creatrice del sito Science Cheerleader. Inizialmente utilizzate come una metafora, le cheerleader della scienza sono diventate realtà quando Cavalier ha organizzato uno show al National Science and Engineering Festival assieme a 13 scienziate, tutte ex-cheerleader e tutte in abiti attillati.

L’intervento di Cavalier ha scatenato non poche controversie. Mentre molti hanno gradito l’immagine di uno scienziato assolutamente fuori dagli stereotipi, altri si sono chiesti se un rendere le scienziate in questione delle vere e proprie donne oggetto sia un modo salutare di comunicare la scienza. “Se la scienza ha da sempre un’immagine ‘nerd’, perché non sfruttare le cose ‘cool’ per proporla al pubblico? Sono convinta che possa funzionare” ha detto Cavalier, che sembra aver convinto più di un blogger nel sua battaglia di comunicazione scientifica popolare. Ma non tutti sono d’accordo, e con la disparità di sesso nel mondo della scienza attuale, il modo in cui le donne vengono presentate al pubblico è cruciale e delicato.

Non è la prima volta che scienza e belle donne si mettono d’accordo per raggiungere un pubblico più vasto. La ragazza nella foto è Kari Byron, una delle conduttrici del programma della Discovery Channel Mythbusters. Artista di formazione, scienziata acquisita, Byron ha un grande fun club e ha posato in abiti succinti per la rivista FHM.  Immagini capaci di rendere la scienza più popolare, o solo un modo per dare al pubblico una falsa impressione di come funziona la scienza? Di certo Mythbusters, uno dei più popolari programmi di scienza popolare degli USA (perfino Barack Obama è un fan sfegatato), è famoso proprio per rendere la scienza divertente. Come? Facendo saltare in aria le cose più disparate. Ogni puntata si conclude con un gran botto, sia questo necessario o meno.  Un espediente per parlare della scienza di ogni giorno, oppure uno squallido tentativo di fare ascolti? “I nostri esperimenti, i metodi che usiamo per testare le leggende metropolitane e i miti popolari, hanno tutti fondamento scientifico” dicono Adam Savage and Jamie Hyneman, i conduttori storici del programma. “Non abbiamo la pretesa di insegnare. A volte non vorremmo far saltare in aria così tante cose, ma se non lo facessimo, non avremmo il nostro show”. Meglio così che niente: infatti molti scienziati lodano il programma per la sua capacità di avvicinare la gente alla scienza e all’ingegneria. Un camionista finito in acqua col suo mezzo si è salvato facendo riempire completamente l’abitacolo prima di aprire la portiera, per compensare la pressione. La ragione? L’aveva visto su Mythbusters. Tra un’esplosione e l’altra, forse, un pò di scienza passa.

Far saltare in aria le cose per parlare di scienza sembra essere così efficace che lo si fa anche nelle trasmissioni per bambini. Blast Lab, programma BBC condotto da Richard Hammond (che fa parte anche di Top Gear, popolarissima trasmissione in cui non ci sono belle donne, ma si compensa con auto sportive), è una sfida tra due squadre di ragazzi che devono portare a termine un esperimento scientifico. I vincitori ricevono dei videogiochi, i perdenti devono invece far esplodere il proprio premio (e se si è ragazzi, questo è un premio più che sufficiente).

Insomma, donne ed esplosioni. E’ questa la ricetta definitiva per comunicare la scienza? Ovviamente, non tutti la vedono così. La scienza in TV è soggetta a molte alterazioni ed errori per salvaguardare lo show e raggiungere più spettatori possibile. Alcuni sono accettabili, altri meno. La domanda su cosa sia lecito fare, quale sia la giusta immagine della scienza da dare al pubblico, è ancora destinata a far discutere.

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