Etica e deontologia, Il marketing dell'informazione

A caccia di copia e incolla con Churnalism

di Flavio Perna

I due capisaldi del giornalista moderno

Martin Moore, direttore del Media Standard Trust, ha ideato, insieme ai suoi collaboratori, Churnalism, un motore di ricerca che permette di stabilire la percentuale occupata dai comunicati stampa negli articoli da essi ricavati.
L’originalità scarseggia e il copia e incolla è sempre di più la cifra caratteristica, in negativo, del lavoro redazionale. Da qui nasce il progetto di un “verificatore di originalità” pensato da Moore.
Le news ricavate dai comunicati stampa, spiega il giornalista britannico su Editorsweblog, non sono comunque sempre segno di cattivo giornalismo. Lo diventano quando l’articolo ricalca fedelmente per il 50%, o anche di più, il comunicato stampa.

Home page churnalism (credit: churnalism.com)

Le cause di questa abitudine al copia e incolla risiedono, come noto, nei ritmi giornalistici sempre più incalzanti e nella competizione sempre maggiore, che ha portato ad una conseguenza perdita della qualità, a favore della quantità. Ma allo stesso modo sono un indice di una sempre maggiore forza dei comunicati stampa, che vengono riportati senza un reale controllo giornalistico.

Inserendo il comunicato stampa sulla pagina di Churnalism, è possibile effettuare una comparazione del testo con più di 3 milioni di articoli. I risultati della ricerca vengono classificati secondo dei simboli che indicano la percentuale di testo copiato: un churn sotto il 33%, due churn tra 33 e 66% e tre churn sopra il 66%.

Questo rimescolamento, da qui il termine churn, senza controllo delle notizie amplifica inoltre il fenomeno delle bufale mediatiche come dimostrato dal giornalista del Guardian Chris Atkins. Il reporter, con l’aiuto di Disturb Media, ha creato un sito web di una finta compagnia di press releases, le cui notizie, del tutto inventate, sono state riprese da quotidiani come il Daily Mail arrivando anche alla BBC.

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