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Amori bestiali

di Elena Del Maschio

CON UN’INTERVISTA A ENRICO FERRERO

San Valentino è alle porte, e non c’è occasione più ghiotta per parlare d’amore, di quell’emozione impossibile da definire, come sosteneva il più noto fra i tombeur de femmes, Giacomo Casanova. Certamente, si tratta di un sentimento intenso e profondo di affetto, simpatia e adesione verso una persona, ma anche nei confronti di un animale, un oggetto o, perché no, di un ideale. Da un altro punto di vista, quello scientifico, l’amore e l’innamoramento non sono altro che un processo fisiologico generato dal cervello, come avere fame o sete per intenderci, in cui ormoni e altre sostanze dai nomi ben poco poetici, l’ossitocina fra tutti, dettano le regole. E nel mondo animale? Si può parlare di amore e di romanticismo anche per i nostri coinquilini sul pianeta Terra? Valgono le stesse tecniche di seduzione e corteggiamento che si adottano tra esseri umani?

Jekyll ha posto queste e altre domande al professor Enrico Ferrero, docente ormai da una ventina d’anni di corsi di etologia di varia denominazione e livello all’Università di Trieste, che cautamente premette: «non bisogna incorrere nell’errore di umanizzare il comportamento animale». Anche un altro etologo, il celebre Danilo Mainardi, una volta scrisse che la tendenza a rendere umani gli animali, inventandoceli a nostro uso e consumo, fa sì che la loro animalità sia più immaginata che compresa. «Dobbiamo anzi tener conto», continua Ferrero, «che se essere romantici comporta una perdita di tempo, e quindi un costo, si tratterebbe di una condotta evolutivamente svantaggiosa a meno che non procuri benefici di altro genere in altri contesti comportamentali».

È quindi con questa doverosa premessa che scopriamo alcuni dei rapporti di coppia più bizzarri. La mantide religiosa, un insetto che deve il nome alla posizione delle zampe anteriori piegate come fossero in preghiera, è in realtà una predatrice feroce che non guarda in faccia a nessuno: neanche al proprio compagno, che finisce per essere divorato durante l’accoppiamento. «I casi di cannibalismo riproduttivo rappresentano l’esempio massimo di romanticismo», spiega Ferrero, «i maschi di mantide religiosa perdono letteralmente la testa per la loro femmina». Rimanendo nella classe degli insetti (e anche in tema di fede), il maschio del grillo mormone, tipico dei pascoli nordamericani, è certamente un tipo generoso: dona alla femmina una spermatofora, ovvero un pacchetto di spermatozoi, che le tornerà utile in parte come cibo e in parte per la fecondazione. C’è poi chi, trovandosi ai piani più bassi della scala gerarchica di un branco, «tenta degli accoppiamenti al volo, senza molti preliminari, rappresentando questi l’ultima sua risorsa riproduttiva». Il muflone canadese, dalle caratteristiche corna involute, è un assiduo praticante di questo genere di copulazioni cosiddette forzate. Chi, invece, può vantare un comportamento virtuoso nei confronti dei più deboli, anche se con fini che noi esseri umani considereremmo poco nobili, sono i nostri cugini scimpanzé, che «adottano i figli di una femmina per poter poi succedere, nel momento in cui venisse a cessare il monopolio del maschio dominante, nella conquista riproduttiva della femmina stessa». Per chiudere in bellezza, è proprio il caso di dirlo, citiamo lo svasso, una specie di uccello marino, e la sua spettacolare danza nuziale che vede la coppia dirigersi petto a petto sull’acqua, dondolare il capo e sbattere le zampe sull’acqua, scambiandosi doni, solitamente alghe o piccole prede.

Per conoscere altre curiosità dal mondo animale, ascoltate l’intervista completa al professor Ferrero.

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1 commento

Erato10/2/2012 alle 20:12

Molto interessante e romantico!!!!

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