Competenze e formazione, Nuove iniziative

Animare i dati per il giornalismo scientifico del futuro

di Nico Pitrelli

Via Tecnoetica segnalo questo video di Hans Rosling prodotto dalla BBC.

Rosling è un medico e statistico svedese co-fondatore della Gapminder Foundation, il cui scopo è quello di promuovere una visione del mondo basato sui fatti attraverso l’uso e la comprensione di statistiche pubbliche liberamente accessibili. La sua società ha sviluppato il software Trendalyzer, acquisito successivamente da Google.

Il video rende meglio di qualunque descrizione di cosa si tratta. Non so se era nelle intenzioni di Rosling, ma a mio modo di vedere lo scienziato svedese ha realizzato un esempio concreto di cosa può essere il nuovo giornalismo scientifico. In un duplice senso, perché costruisce prodotti informativi basati su una consapevolezza profonda (tecnica e culturale) degli strumenti che servono a interpretare e gestire i dati e perché produce una narrazione più realistica di cosa c’è in ballo parlando di scienza nella società contemporanea.

4 commenti

Davide31/12/2010 alle 12:41

Ciao Nico, grazie della segnalazione.
Una piccola osservazione: è Hans Rosling, non Roling.
Auguri di buon anno.

Nico Pitrelli31/12/2010 alle 14:07

Grazie a te per la segnalazione del refuso.
Buon anno,
nico

Alessio Cimarelli31/12/2010 alle 16:21

Giornalisti scientifici che si dedicano all’analisi dati? Ci vuole almeno una tremenda preparazione in statistica per non prendere fischi per fiaschi… qui la formazione del giornalista è cruciale e si avvicinerebbe moltissimo a quella dello scienziato. Io nasco come un fisico e l’analisi e la rappresentazione dei dati sono mio pane quotidiano da anni, finora però sempre pensate per un pubblico specialista. Non mi piacerebbe però un mondo in cui bisogna studiare fisica (o matematica, o statistica) per fare il giornalista scientifico! 🙂 La vedo più nell’ambito di un lavoro di équipe…

Alessio Cimarelli1/3/2011 alle 16:59

E finalmente Google ha reso pubblico il suo lavoro su Trendalyzer, mettendo a disposizione del pubblico il Google Public Data Explorer: http://www.google.com/publicdata/home

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