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Digiti 33: la diagnosi attraverso uno smartphone

di Flavio Perna

Il congresso Doctors 2.0 è stato un momento di riflessione per la comunità per capire quali saranno le prossime sfide del futuro e come affrontarle. La conferenza è stata, però, anche una vetrina per nuove start up aziendali e proposte nuovi strumenti di diagnosi on-line.

In particolare in questo campo si stanno sviluppando numerose applicazioni per smartphone, ideate medici in collaborazione con informatici, che mirano a creare una sorta di cartella clinica in rete, sempre aggiornata, sempre accessibile, e che metta in connessione direttamente il paziente con il proprio dottore o con la struttura sanitaria di riferimento.

Le application, come anche per altri ambiti, sono estremamente diversificate, alcune molto semplici altre  più complesse che richiedono l’uso di un ulteriore device esterno.

C’è ad esempio Fever che permette di registrare i dati della propria temperatura, misurata in maniera tradizionale, e attraverso una serie di domande, in base al valore della temeperatura, ti indica se è indicata una terapia e nel caso quale seguire, dando la possibilità di chiamare il proprio medico curante inviandogli via mail un report con tutte le temperature registrate.

Un’altra applicazione, molto più complessa e onerosa, permette di raccogliere i dati relativi a peso e pressione arteriosa. In questo caso, bilancia e sfigmomanometro sono venduti dalla stessa ditta insieme all’application e sono quindi collegati con lo smartphone. Anche in questo caso i dati relativi a questi due parametri, che in parte possono essere indicatori di salute, vengono raccolti messi in rete e se si vuole condivisi con i propri medici. Possono anche entrare a far parte di un data base più globale che può essere utiilizzato dagli istituti medici anche per indagini epidemiologiche. E proprio questa potrebbe essere la grande potenzialità, ai fini scientifici, di queste applicazioni, ridurre costi e i tempi con un aumento dell’efficienza, nel creare un registro internazionale di numerosi parametri medici con una rapidità e diffusione impensabile per qualunque gruppo di ricerca medica. Il risvolto della medaglia è come sempre il rischio dell’utilizzo dei dati privati dei cittadini, che se non ben regolamentato potrebbe essere sfruttato commercialmente dalle aziende del settore.

La questione privacy è forse il maggior punto di dibattito per la società 2.0 in particolare su argomenti importanti e delicati quali la salute dove gli interessi economici in gioco sono enormi, così come le possibilità per un miglioramento del servizio medico. Basti pensare alle possibilità di prevenzione attraverso check-up continui e di semplice accesso o alle possibilità di avere facilmente consulti anche internazionali.

Lo sviluppo di queste application si inserisce nel nuovo panorama di conoscenze mediche sempre più autonome, dove il referente non è più il proprio medico della mutua ma le comunità dei pazienti e la comunità internazionale e generica dei medici in Rete. Conoscenza che porta a un nuovo tipo di rapporto paziente-medico, apparentemente più alla pari. Un cambiamento epocale della società che ancora una volta contrappone la conoscenza accademica a quella della Rete.

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