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E-ELT, il grande occhio verso l’universo

di Matteo Soldi

Una “cattedrale” della scienza in pieno deserto cileno: questo sarà l’European-Extreamly Large Telescope (E-ELT), il telescopio ottico-infrarosso più grande al mondo, che verrà realizzato entro una decina d’anni dall’European Southern Observatory (ESO) nel deserto di Atacama, sulle Ande cilene, in località Cerro Amazones, a 3060 metri di quota. La sua progettazione e realizzazione, ai limiti delle attuali capacità tecnologiche, vedono coinvolti una quindicina di Paesi membri dell’ESO, tra i quali l’Italia.

E-ELT è un telescopio della classe dei 40 metri, quasi la metà di un campo da calcio. Grazie alla sua imponente struttura riuscirà a raccogliere una quantità di luce 15 volte maggiore rispetto a quella raccolta dai telescopi più all’avanguardia della classe di 8-10 metri attualmente in uso.

E-ELT rappresenta uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati, un processo di progettazione durato anni che si è confrontato con difficoltà tecniche ed economiche, ormai superate.

Il telescopio permetterà all’astronomia ottica di compiere un grande passo avanti. Gli studi che verranno realizzati attraverso E-ELT sono molto ambiziosi: per esempio, osserverà le prime galassie e i buchi neri super-massicci, raccoglierà dati utili a comprendere come si siano formate le prime stelle e come esse si siano evolute. Inoltre, scruterà il cielo alla ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra e potenzialmente abitabili.

Ne abbiamo parlato con Annalisa Calamida che lavora all’Osservatorio Astronomico di Roma e collabora con l’ufficio scientifico dell’E-ELT, e con Stefano Cristiani, professore ordinario di Astronomia all’Università di Trieste, che fa parte dello Science Team and Executive Board per uno degli strumenti scientifici che verranno utilizzati da E-ELT. Entrambi hanno preso parte a una recente conferenza sul tema, tenutasi alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste. Vediamo e sentiamo cosa ci hanno raccontato:

Crediti immagini e video: European Southern Observatory

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