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Gossip scientifici per LHC e CERN

di Eleonora Viganò

Credit: HatM on Flickr

Come per i giornali scandalistici, anche la scienza sperimenta da vicino le regole del gossip.

È bastato un commento sui blog per innescare infatti la valanga di anticipazioni e chiacchiere sui risultati degli esperimenti condotti con il Large Hadron Collider, che verranno ufficialmente presentati il 13 dicembre. Secondo questi pettegolezzi sembrerebbe che i dati raccolti dagli esperimenti ATLAS E CMS possano portare prove all’esistenza del bosone di Higgs.

Gli articoli sono numerosi, da Nature, al Guardian, passando attraverso Le Scienze di casa nostra. Hanno tutti preso spunto da alcuni “rumors” lanciati in particolare nei blog viXra e Not even wrong. La cosa ha fatto riflettere anche due fisici e blogger italiani: Marco Delmastro e Peppe Liberti, che hanno portato le loro motivazioni a sfavore o a favore di questo atteggiamento all’interno dell’ambiente scientifico.

Al di là di questo episodio, non è la prima volta che i blog degli addetti ai lavori scatenano discussioni che una volta si svolgevano nel recinto della comunicazione tra pari e che oggi sono sempre più disponibli pubblicamente in rete, con esiti importanti e controversi, come è avvenuto per la ormai nota vicenda del “batterio all’arsenico”. Oppure dai blog partono spunti un po’ meno eleganti, gossip e fughe di notizie, come nel caso dei neutrini superluminali. Si tratta di voler arrivare a tutti i costi per primi quindi? Quale affidabilità e correttezza c’è in questa rincorsa?

Nonostante il mix di professionalità tipico dei blog, credo sia corretto considerare chi ne è l’autore, e se chi fa la soffiata è poi la stessa persona che la diffonde. Un giornalista, un comunicatore (qualsiasi cosa significhi), o uno scienziato? Se è uno scienziato, quanto è coinvolto e che ruolo ha nell’informazione che diffonde? Quali responsabilità ha nei confronti dell’ente per cui lavora?

Sono quindi andata vedere di chi si tratta quando su Nature citano viXra, che altro non è se non un repository e un conseguente blog nato come parodia di ArXiv della Cornell University. Infatti sebbene quest’ultimo offra articoli open, è previsto un processo di revisione e di garanzia di scientificità. ViXra invece accetta tutto. Di contro “Not even wrong” ha invece un’autorevolezza ufficiale e un nome, quello di Peter Woit, docente al Dipartimento di Matematica della Columbia University e autore del libro che dà il nome al blog.

Qual è quindi il loro scopo? Arrivare per primi e avere visibilità o invece discutere liberamente delle informazioni di cui si è entrati in possesso? Marco Delmastro è chiaro a questo proposito: pur conoscendo bene i risultati di ATLAS non si arrogherebbe mai il diritto di discuterne prima che questi siano resi ufficiali attraverso i canali tradizionali, sia per rispetto del lavoro dei colleghi, sia perché lui usa il suo blog per comunicare con chi non è esperto, quasi a scopo educativo, e ha quindi una responsabilità verso il pubblico. Peppe Liberti invece pensa che nei blog nemmeno si faccia informazione, e pertanto la responsabilità di dire ciò che si è sentito è minore rispetto ad altri contesti. È solo una vetrina forse? Credo che il problema risieda in una situazione di “doppie personalità”. Gi scienziati entrano nel mondo della comunicazione e del giornalismo, parlando di “se stessi”, del proprio mondo con le regole a cui loro sono abituati e che giustamente difendono. La comunicazione ne ha altre, a volte simili altre no, ma altrettanto rispettabili. C’è da chiedersi quale deontologia andrebbe perseguita e da chi: un giornalista rispetta la notizia embargata, ma perché non scrivere se “sente qualcosa” da fonte certa e verificata? Uno scienziato gioca facile scrivendo i risultati che conosce per motivi professionali, ma può invece discuterli rispettando modi e tempi della scienza, e ottenendo qualche ottimo contributo per il progresso scientifico nonché la possibilità di arrivare a una fetta ampia di pubblico, che sicuramente non legge i paper.

Mi chiederei infine quali possano essere i danni di una rivelazione forzata o fuori dai canali ufficiali: LHC, il CERN e la conferenza del 13 dicembre in questo caso sicuramente non saranno intaccati, ma forse proprio quest’ultima avrà addirittura più seguito del previsto, magari grazie a questa fuga di notizie.

Nota bene: a questi e ad altri dubbi sulla affidabilità delle informazioni in rete ha risposto in parte proprio in questi giorni la fondazione Ahref guidata da Luca De Biase, giornalista e già fondatore di Nòva del Sole24ore, con l’idea di un “bollino blu” – simile all’HONcode per i siti che parlano di medicina – simbolo di accettazione di alcune delle norme del giornalismo: accuratezza in nomi, dati, persone, fatti, e fonti e assoluta mancanza di conflitti di interessi, che eventualmente devono essere dichiarati

2 commenti

peppe12/12/2011 alle 12:27

E niente, volevo precisare che la mia frase che recita “azzardo che su un blog non si fa nemmeno informazione” è stata scritta per suggerire ai “bloggers” (me compreso) di non prendersi troppo sul serio. Il discorso sulla responsabilità è diverso, una volta che la assumi non puoi derogare. Io, ad esempio, non uso il blog con l’intento di insegnare qualcosa a qualcuno, per me è solo uno strumento di discussione e di ricerca personale (per intenderci: http://peppe-liberti.blogspot.com/2011/11/per-chi-scrivo.html). Non aggiungo altro, credo sia sufficiente rileggere il post che voi avete citato, commenti compresi, per capire esattamente come la penso.

Eleonora Viganò13/12/2011 alle 10:55

Grazie per la preziosa precisazione su una frase che a mio avviso era molto provocatoria. Il concetto di responsabilità è diverso in relazione all’uso che si fa del blog, personale o ospitato all’interno di un contenitore professionale. Ma come dice lei una volta che ci si assume una responsabilità ne vanno anche gestite le conseguenze. Quello che forse ancora non riesco a risolvere è quali siano questi diversi gradi di responsabilità e quale quota di responsabilità ha chi come lei lo usa come strumento di discussione. Delmastro lavora in quel contesto e parlare e diffondere conoscenze prima del previsto sarebbe stato in conflitto con il suo lavoro. Ma chi non è coinvolto professionalmente è comunque criticabile se diffonde notizie prima del previsto?

Ne approfitto per un’altra precisazione alla mia nota: il bollino, come ci fa notare De Biase, non è blu!

http://blog.debiase.com/2011/12/il-bollino-di-timu-non-e-blu.html

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