Audio, Etica e deontologia

Il bio-diritto di sapere

INTERVISTA A MARIACHIARA TALLACCHINI

di Anna Sustersic

Mariachiara Tallacchini

Cos’è la vita? Quali sono i limiti di questa definizione? Il suo inizio, la sua fine, la sua arbitrarietà? Il progresso scientifico/tecnologico, spingendosi oltre il limite atomico, ha dilatato la tradizionale biografica idea di “bio”, sviluppandola in una complessa rete di canali e affluenti. La scienza ci regala oggi molti più modi per nascere, vivere e morire. Siamo responsabilizzati a decidere fra una molteplicità di possibili sorti, nel tentativo di assicurare a ognuna la giusta dignità. L’etica ci invita a imporre limiti volontari e razionali a nuovi sentimenti di onnipotenza, la religione si trova a doversi/volersi esprimere in campi che sfuggono al dogma, la multiculturalità del nostro presente aumenta dubbi, domande, spunti riflessivi e offre nuove possibilità di scelta. La filosofia, ansiosa di nuove questioni, si appella alla genetica; il laboratorio entra in aula come testimone; l’etica si confronta a toni accesi con la genetica. E da tutto questo parlare, comunicare, conoscere, interrogarsi e riflettere nasce pian piano, in funzione della nostra presa di coscienza, il biodiritto.

Fra il dire e il fare, in materia di biodiritto, c’è quindi  di mezzo il comunicare. Sembra che il parlare di vita, anche nell’epoca dell’iperspecializzazione e ipersettorializzazione scientifica, non possa prescindere da un ritorno partecipato a una più olistica visione della conoscenza. Il Trattato di Biodiritto, diretto da Stefano Rodotà e Paolo Zatti (Edizioni Giuffrè), arriva come prima importante risposta alla frammentazione di informazioni, alla carenza di organicità di un sapere che deve in fretta mettersi al passo con la corsa scientifica. Un potente strumento comunicativo il cui obiettivo di fornire un quadro dello stato dell’arte delle questioni giuridiche legate alla regolamentazione della vita, si unisce a quello di sottolineare l’urgenza di una presa di coscienza sociale, politica, religiosa e scientifica delle moderne problematiche esistenziali.

Mariachiara Tallacchini, docente ordinario presso la facoltà di giurisprudenza dell’università Cattolica di Piacenza e fra le curatrici del “Trattato di Biodiritto”, ci spiega in quest’intervista quale sia l’essenziale ruolo giocato dalla comunicazione e l’informazione nell’idea di società democratica e nella generazione stessa del diritto legato alla vita. Sentiamo:

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Mariachiara Tallacchini sarà presente a MAPPE, presso la SISSA di Trieste, venerdì 25 novembre 2011, all’interno di un dibattito dedicato proprio al “Trattato di biodiritto” e agli aspetti innovativi, in termini di comunicazione, proposti dal trattato.

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