Controversie, Multimedia lab, Nuove fonti

Il volo dei neutrini dal Gran Sasso ai social media

DAI RUMORS AL COMUNICATO UFFICIALE, DODICI ORE DI STORIFY

di Fabio Bettani

Ancora una volta, più che il paper, poté il quotidiano a caccia di scoop.

Era il 22 settembre 2011 quando, in piena crisi finanziaria e politica, il Giornale pubblicava una sibillina intervista ad Antonino Zichichi. Dalle pagine del quotidiano di Paolo Berlusconi il mondo scopriva così gli sbalorditivi risultati dell’esperimento OPERA, condotto ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso: dalle misure del tempo di volo dei neutrini prodotti a Ginevra era stata inferita, per queste elusive particelle, una velocità superiore a quella della luce. In un colpo solo, il Giornale batté sul tempo il paper ufficiale su arXiv e anche le redazioni giornalistiche concorrenti, intente a rispettare religiosamente il tradizionale embargo della notizia (come ci spiega Marco Cattaneo di Le Scienze nel suo blog).

Esattamente cinque mesi dopo, il copione è lo stesso. Nella serata del 22 febbraio 2012 Science Insider, costola di Science dedita a rivelazioni e notizie dell’ultim’ora, annuncia in anteprima mondiale che i neutrini hanno “frenato”: la connessione instabile tra un cavo a fibre ottiche e una scheda madre avrebbe prodotto un errore sistematico nei dati di Opera, probabilmente all’origine delle sbalorditive misure di velocità superluminale.

Apriti cielo. Mentre le redazioni si lanciano sulla notizia, che in Europa fa in tempo a uscire con grande evidenza sui quotidiani del mattino, i canali ufficiali sono nuovamente presi in contropiede. E così Facebook, Twitter e la galassia di blog che gravita attorno alla comunità scientifica affrontano, analizzano e commentano la notizia ben prima che il CERN di Ginevra, alle 9:20 della mattina del 23 febbraio, dirami un comunicato ufficiale in materia.

Abbiamo raccolto le tappe più significative di quelle frenetiche 12 ore nello Storify qui sotto:

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