Nuove iniziative

La fine del mondo tra cattiva scienza e i Maya

di Roberto Inchingolo

Logo del Festival (Fonte:auditorium.com)

Si è da poco conclusa a Roma la sesta edizione del Festival delle Scienze 2011, svoltosi all’Auditorium Parco della Musica. L’evento, a cui hanno partecipato fisici di levatura internazionale e oltre 18.000 persone, ha avuto come tema La Fine del Mondo – Istruzioni per l’uso. Se vi sono venuti in mente i Maya e le loro profezie sulle catastrofi galattiche previste per la fine del 2012, ci siete quasi: in questo festival sono state analizzati tutti i possibili destini finali del nostro pianeta. Buchi neri, esplosioni di supernove, piogge di asteroidi: la lista delle catastrofi è lunga e preoccupante. Ma di queste catastrofi si è parlato in maniera scientifica e rigorosa, dando la parola agli studiosi e ai fisici che dedicano la loro vita alla ricerca sulla fine del mondo. Dando risposte sensate (alcune catastrofi sono più probabili di altre) e rassicuranti (nessuna di queste dovrebbe verificarsi a tempo breve, e nessuna certamente nel 2012).

L’evento è stato anche un’occasione per fare un pò di chiarezza sulle bufale mediatiche: in concomitanza col Festival, infatti, si è svolto il premio “La Cattiva Scienza in TV“, dedicato a smontare la cattiva comunicazione scientifica sul piccolo schermo nostrano. Da Voyager ai servizi sui telegiornali, al premio hanno partecipato professori, ricercatori e studenti che si sono presi la briga di segnalare tutti gli errori, le sviste e le vere e proprie bugie che si possono guardare in televisione. Un esempio di come a volte basta un po’ di attenzione e deontologia per comunicare la scienza in maniera corretta ma allo stesso tempo in modo interessante.

E’ ancora più significativo quindi che lo stesso TG1, durante il Festival, abbia intervistato Lisa Randall, fisica di Harvard e ospite del Festival. Mancando completamente il senso dell’evento e della scienza dell’apocalisse, ma chiedendole invece “la fine è vicina” e se “gli scienziati scommettono sulla fine del mondo”. La scienziata si sarebbe limitata ad alzare gli occhi al cielo, e a rispondere: “e poi chi è che riscuote la vincita?”

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