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La scienza di Sanremo (fra astronavi e inni alla Natura)

di Enrico Bergianti

Sanremo 2012 è appena iniziato e gli astrofili sobbalzano sulla sedia. Un cielo stellato domina la scena, poi compare un’enorme astronave, protagonista della sceneggiatura di tutta la kermesse canora. Poi arriva il ballerino e coreografo Daniel Ezralow nei panni di un astronauta munito di bandiera italiana. Ezralow passeggia richiamando il “piccolo-grande passo” di Neil Armstrong. Astronomia nella coreografia iniziale, e poi? Dopo edizioni in cui si è parlato di eutanasia, aborto, malattia mentale, malasanità e ingegneria genetica, Sanremo 2012 fa invece qualche accenno all’invecchiamento e offre una celebrazione romantica della Natura.

Di sicuro, il rapporto con la tecnologia non è granché: già alla prima canzone infatti il sistema che gestisce il voto della giuria in sala non funziona, causando una feroce contestazione nei minuti finali. Rapporto conflittuale con la tecnologia a parte, a Sanremo 2012 non si parla troppo di scienza. E anche chi si aspetta qualcosa di “scientifico” dall’attesissimo Adriano Celentano, non nuovo a commenti controversi su temi come i trapianti, l’ambiente e la questione energetica, rimarrà deluso. Manca il tema forte, la polemica a sfondo scientifico che aveva abbondato negli anni precedenti.

Due le canzoni dei big in gara che richiamano scienza e dintorni: Non è l’inferno, cantata da Emma Marrone, è una denuncia di un uomo anziano sfiduciato e disilluso. Nell’anno europeo dell’active aging e della solidarietà fra le generazioni, la canzone di Emma porta sul palco una visione pessimista, che sfiora quasi il tema dell’eutanasia: “io non comprendo/com’è possibile pensare che sia più facile morire”. Di invecchiamento, ma in chiave molto più ottimistica parla anche la canzone della giovane Erica Mou, dal titolo Nella vasca da bagno del tempo, che verrà cantata solo stasera. Anche il superospite Celentano, nel suo intervento-fiume, parla di come novant’anni arrivino in un lampo e afferma: “Cadiamo subito in depressione di fronte alla prima ruga. E invece dovremmo avere il coraggio di non tingerci i capelli”. Niente di clamoroso, almeno sul piano scientifico: le sue bombe stavolta ricadono su editoria, critici musicali a lui avversi, politici, economia, perfino la Consulta.

Dulcis in fundo, c’è una canzone che non canta la scienza, bensì il suo oggetto di studio, la Natura. Si tratta di Grande Mistero, cantata da Irene Fornaciari, che richiama eventi naturali, animali, paesaggi che dipingono, quasi come un quadro di Caspar David Friedrich, la piccolezza dell’uomo davanti alla natura che rimane, anche alla luce delle scoperte scientifiche, un grande mistero, un grande boato difficile da cogliere.

Ben altri toni e ben altri contenuti nelle edizioni scorse: dall’eutanasia cantata da Povia, alla malattia mentale trattata con garbo e poesia da Simone Cristicchi, all’attacco antiscientifico dei Ricchi e Poveri nel 1988 con Nascerà Gesù, passando per le frecciatine alla malasanità dei mastri dell’ironia Elio e le Storie Tese, nel 1996.

Vediamo un breve filmato che confronta questa edizione del festival e quelle scorse. Buona visione!

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