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La terra del Sol Levante squarciata dal sisma

di Giulia Bonelli

SPECIALE SUL SISMA IN GIAPPONE – IL PARERE DELL’ESPERTO

Gian Paolo Cavinato

È uno dei terremoti più violenti dell’ultimo secolo, quello che oggi ha sconvolto le coste nord-orientali del Giappone. Una serie di scosse fino a 8.9 di magnitudo, e subito dopo uno tsunami con onde alte dieci metri: ancora non è possibile fare il bilancio delle vittime, ma le autorità giapponesi parlano di diverse centinaia di morti e dispersi.

Abbiamo chiesto un commento a caldo al sismologo Gian Paolo Cavinato, dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr. “Un evento come questo è eccezionale, persino per un’area come il Giappone dove la sismicità è tra le più alte al mondo. L’energia del terremoto è stata così impressionante che ha spiazzato anche gli esperti”.

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Nella catastrofe, però, emerge fin da subito un fatto innegabile: in quasi ogni altro paese del mondo un terremoto del genere avrebbe assunto le dimensioni di una vera e propria tragedia. “In Giappone, invece, la maggior parte degli edifici è rimasta in piedi” prosegue Gian Paolo Cavinato “mentre se un fatto del genere fosse avvenuto in Italia sarebbe stato ben diverso. Basta pensare al terremoto dell’Aquila, che ha avuto un’energia trentamila volte inferiore”.

Il motivo? Secondo il sismologo sta negli avanzati sistemi antisismici giapponesi, basati sulla prevenzione. Cavinato ha avuto modo di rendersene conto di persona circa un anno fa, durante un incontro per discutere dei metodi di preallarme e intervento durante le calamità naturali, tenutosi proprio in Giappone. “I giapponesi sono molto avanti per quanto riguarda la gestione di frane e alluvioni innescate da eventi sismici, e la loro forza sta proprio nella prevenzione”.

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