Politica della ricerca

Le donne nella scienza: scelte e non discriminazioni

di Eleonora Viganò

Donna - Maristella Gulisano

Sono le scelte, e non le discriminazioni, a influire sulle carriere scientifiche delle donne: è quanto afferma una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Science. Secondo i ricercatori dello studio, è falsa l’idea che le donne siano discriminate rispetto al sesso opposto quando si tratta di assumerle, revisionare i loro articoli o assegnare premi prestigiosi.
Le donne sono sotto rappresentate perché mancano invece in risorse da spendere sia nella carriera sia nelle scelte legate alla famiglia e questo deficit le spinge a farsi da parte in campi quali scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, come affermano Stephen J. Ceci, professore di psicologia dello sviluppo, e Wendy Williams, direttrice del Cornell Insitute for Woman in Science.

I dati dimostrano che le donne si trovano già dall’adolescenza a dover affrontare delle scelte che influiranno sulla carriera e il successo. Le donne che attribuiscono un ruolo prioritario alla famiglia e che decidono di avere figli compiono necessariamente delle scelte nel loro stile di vita professionale – come lavori part-time, orari flessibili, ingresso nel lavoro posticipato – che offrono minori opportunità per salire di livello. Non si tratta di discriminazione, poiché uomini con livelli di risorse comparabili ottengono gli stessi risultati. Tuttavia è più probabile che siano proprio le donne a dover compiere determinate scelte e quindi a ricoprire posizioni che offrano minori possibilità.

Le risorse economiche spese per sensibilizzare sulle differenze di genere nel campo della formazione – dicono i coniugi Ceci e Williams, genitori di tre figlie – andrebbero più utilmente rivolte a politiche sociali affinché le ricercatrici possano scegliere di avere figli e le mamme possano sviluppare il loro talento in ricerca.

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