Etica e deontologia, Il marketing dell'informazione

Marketing farmaceutico mascherato da formazione in UK

di Giulia Bonelli ed Enrico Febbo

Il Ministero della Salute britannico ha organizzato per il prossimo 25 gennaio un seminario sui problemi respiratori dovuti ad ostruzione polmonare cronica. Si tratta di una malattia a lungo termine che riduce il flusso d’aria in entrata e in uscita dai polmoni, e che colpisce soprattutto i fumatori.

“Moving towards a national strategy for Chronic Obstructive Pulmunary Disease (COPD)”: questo il titolo del seminario, che è certificato CPD (continuing professional development) e dovrebbe quindi avere come obiettivi primari l’informazione e l’aggiornamento. Ma dopo le primissime righe di presentazione, si legge una frase che desta immediatamente qualche sospetto: “This seminar is supported by AstraZeneca”. Si scopre poi che la casa farmaceutica ha anche un relatore nel seminario, il Dott. Sam Shaw. E non solo: all’evento saranno presenti rappresentanti della GlaxoSmithKline e della Merck Chemicals.

Questo affollamento di case farmaceutiche in un seminario sulla salute fa riflettere. Quanto l’incontro punta all’informazione e quanto, invece, alla prescrizione di farmaci? È la domanda che si pone il medico generalista Des Spence, che nell’ultimo numero del British Medical Journal mette in dubbio la moralità di iniziative che mischiano educazione e marketing.

Spence critica la “tattica terroristica” seguita dal Ministero della Salute, che parla di aumento del tasso d’incidenza del COPD e del rischio anche per le persone giovani. Il messaggio è: troppa poca diagnosi e troppe poche cure. Quindi, implicitamente, un invito ai medici a prescrivere di più.

Questa attività di “educational marketing”, dice Spence, è stata già ampliamente applicata al trattamento di osteoporosi, colesterolo e diabete con modalità simili: congressi, convegni e seminari in cui l’influenza delle case farmaceutiche era più o meno mascherata. È infatti proprio nel marketing nascosto che si trova il business della salute: così attività pubblicitarie passano per eventi di formazione. E a rimetterci sono i pazienti.

I commenti sono disabilitati