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Quando “ricerca sul campo” significa Costa Concordia

CON UN’INTERVISTA A EMILIANO GORDINI

di Anna Sustersic

Emiliano Gordini

“Pensavo di essere preparato, dal momento che da giorni TV e giornali riportavano le immagini della nave”, racconta Emiliano Gordini, ricercatore dell’OGS (Centro di Oceanografia e di Geofisica sperimentale) di Trieste, ma “vedere da vicino questo colosso, che è quasi più grande del centro abitato, è stato davvero impressionante”. Gordini è uno dei ricercatori dell’OGS Trieste (Dipartimento Rima) che ha fatto parte della spedizione inviata all’Isola del Giglio per valutare le condizioni del fondale marino sottostante il relitto della ormai tristemente famosa Costa Concordia.

Quella su cui l’OGS è sbarcato è un’isola attonita, dal clima mesto. Si respira aria di preoccupazione nel piccolo porto dell’Isola del Giglio, che da meta turistica si è trasformato in cornice di un evento shockante. Ma non è silenziosa l’isola, anzi, è densamente popolata. I ricercatori dell’OGS si sono infatti trovati in folta e variegata compagnia. “L’isola è completamente invasa dalle forze dell’ordine. Ci sono squadre di ogni tipo: Polizia, Capitaneria di Porto, Incursori della Marina, Guardia di Finanza, Carabinieri… E ci sono anche tantissimi turisti. Non nella zona centrale del porto, che è abbastanza vigilata, ma tutte le scogliere attorno sono piene di turisti e giornalisti, che immortalano con le macchine fotografiche le attività in corso”.

Che i ricercatori dell’OGS vengano contattati dalla Protezione Civile per intervenire in casi di emergenza sul campo non è una novità, spiega Gordini, ma forse questa è stata la prima volta in cui i ricercatori si sono trovati  a dover affrontare una situazione di tale tipologia ed entità. Obiettivo della missione OGS era quello di raccogliere i dati, che fino ad ora non erano disponibili, relativi alla conformazione, morfologia e tipologia del fondale su cui poggia la nave, dati che saranno quindi utilizzati per la successiva analisi di stabilità del relitto, necessaria per strutturare e affrontare qualsiasi successiva manovra di recupero. Nel disordine della triste eco suscitata dalla tragica vicenda – riletta ora come metafora di un governo inefficiente, ora come specchio di un paese pressappochista – la voce della scienza, come dice Gordini a proposito dell’intervento dell’OGS, cerca di “offrire una risposta del tutto obiettiva, senza il rischio di alcun tipo d’influenza di altro genere”.

Qui l’intervista completa a Emiliano Gordini:

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