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Storns, uno stormo di storni alla Sapienza di Roma

di Giulia Bonelli

I cieli romani sono spesso attraversati da grandi stormi di uccelli, gli storni, che nelle belle giornate sorvolano tutta la città. Da questo fenomeno hanno preso spunto alcuni studenti della Sapienza di Roma per dare vita a Storns, “una rete di persone che si interessano di Scienze Cognitive, Scienze della complessità e delle relazioni che intercorrono tra queste due discipline”. Recita così il manifesto del gruppo, una semplice pagina Wiki in cui si spiega come i sistemi complessi siano il prodotto di tante diverse interazioni: allo stesso modo, Storns è il risultato di un attivo confronto tra studenti di varie formazioni.

La loro aggregazione è stata spontanea, e ha portato alla ricerca di spunti di riflessione che difficilmente i ragazzi riuscivano a trovare all’interno dei corsi tradizionali. È così che il sabato mattina, in un’Università completamente deserta, sono sorti i primi brainstorns. In un’intervista corale, alcuni dei membri di Storns ci raccontano di che cosa si tratta.

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“Siamo subito stati inquadrati come dei “seminaristi”… Ma era bellissimo, avevamo tutta la Sapienza a nostra disposizione. L’idea è che quando degli storns si aggregano danno vita a qualche fenomeno emergente”.

Questi fenomeni emergenti sono appunto i seminari del sabato, tenuti dagli stessi componenti del gruppo: “La nostra curiosità ci ha portato per diverse strade a interessi comuni. È tutto partito come un percorso di auto-formazione. Ci raccontavamo a vicenda le cose che pensavamo potessero interessare agli altri”.

Una passione forte, quindi, che spinge ogni singolo “storn” a partecipare attivamente, proponendo nuove tematiche di discussione. “Rispondiamo così a delle esigenze individuali in maniera collettiva, e lo facciamo con un approccio informale. È il contrario di una conferenza o di un seminario all’Università: la gente interrompe continuamente e si comincia a discutere, spesso si va a pranzo insieme e si continua lì ”.

Non manca poi una buona dose di autoironia. Nicola Catenacci e Giuseppe Morlino, informatici tra i fondatori di Storns, scherzano: “Certo la componente nerd c’è… Abbiamo cercato in tutti i modi di allontanare gli informatici, ma alla fine rimangono sempre predominanti. L’importante, comunque, è non prendersi troppo sul serio. E non smettere mai di divertirsi, perché questa è la chiave per cominciare a fare buona ricerca.”

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