Multimedia lab

They’ve just been hit with a 8.8 earthquake

di Eleonora Viganò

SPECIALE SUL SISMA IN GIAPPONE – IN DIRETTA DALLA RETE

A crack left in Earth... #prayforjapan #2011 #tsunami

They’ve just been hit with a 8.8 earthquake.

È un tweet scritto dieci ore fa, e come questo ce ne sono molti e molti altri, tanto che spesso Twitter stesso mi dice di essere sovraccarico.

Non è un sistema molto utilizzato in Italia e non è stato il metodo eletto per sentire qualche amico o parente lontano. In qualche post si esprime solo il proprio cordoglio, in altri si aggiungono foto, riprese fatte in case durante le prime scosse, in alcuni si parla della Disneyland giapponese invasa dall’acqua. Ci sono tweet sui disastri futuri per l’economia, informazioni sullo tzunami e sul suo “percorso”, offerte di aiuto e aggiornamenti dalle varie croci e associazioni. In Italia purtroppo si parla dell’asse terreste spostata di dieci centimetri, in modo un po’ goffo. Qualcuno scrive “crollata la diga di Fukushima”, accanto a chi si offre come traduttore di giapponese.

Messaggi veloci, a volte incomprensibili, distanti tra di loro di qualche minuto. Per cogliere i dati, l’entità dei danni e le informazioni è necessario farli scorrere e scremare, scegliere con cura.

Le linee telefoniche sono interrotte, ma internet funziona ed è con facebook che, forse, si cerca di comunicare con le persone. Tra i miei contatti ho due amici che vivono e lavorano a Tokyo, lei italiana, lui neozelandese. Grazie a facebook sono riuscita a scoprire che stavano bene, che non c’era linea telefonica, che non andavano i treni, con il nervoso e la rabbia comprensibile.

“Per tutti in Italia: Francesca is fine”, poche parole in due lingue contemporaneamente per far sapere questa cosa, precisa e puntuale.

“Il telefono non funziona, sono appena tornata a casa a piedi dall’ufficio perché i treni sono bloccati. Qui a Tokyo gli edifici sono nuovi in generale e hanno retto, c’è stato un incendio grosso vicino alla sede di Fuji tv e uno a Chiba. Qui a Tokyo lo tsunami è stato relativamente contenuto finora. Il parcheggio di Disneyland è stato inondato.

Ci sono due colleghi qui da noi perché abitano troppo lontano per tornare a casa a piedi. Continuano ad esserci scosse di assestamento, tantissime, sembra davvero di essere su una nave, anche adesso mentre ti scrivo, il lampadario continua a oscillare. Al telegiornale parlano di circa 80 morti confermati ma ovviamente il numero salirà.

Le immagini che fanno vedere al telegiornale del nord del Giappone vicino all’epicentro sono terribili.

Sono le 12.30 p.m.  e nessuno in Giappone sta dormendo credo.”

1 commento

Alessio Cimarelli12/3/2011 alle 11:08

Segnalo un articolo di una settimana fa apparso su LSDI contenente proprio riflessioni sul rapporto tra giornalismo e tweet: http://www.lsdi.it/2011/03/02/twitter-giornalismo-o-solo-strumento/ 🙂

I commenti sono disabilitati