Competenze e formazione

Università inglesi over 9000 £ ai tempi del data journalism

di Enrico Febbo

Dal giornale inglese Guardian una efficace lezione di data journalism.  Il Parlamento inglese approvò il 9 dicembre scorso (per stretta misura) la legge voluta dal ministro dell’istruzione David Willets che consentiva ai college di innalzare la tassa di iscrizione annuale fino a un massimo di 6.000£ (in “casi eccezionali” 9.000) – prima tale limite era fissato a 3.350£. La rivolta in piazza degli studenti fu cruenta (fu assalita in pieno centro di Londra persino l’auto che trasportava il principe Carlo e la moglie Camilla), rivolta in tutto simile a quella italiana conseguente alla riforma Gelmini in Italia.

Bene (si fa per dire), volete apprezzare a colpo d’occhio come si sono comportate le università inglesi dopo quella data? È sufficiente fare click su un documento pubblico di Google messo a disposizione dalla redazione di data journalism del Guardian, e tutti i dati delle 81 università inglese sono a disposizione in un bel foglio di calcolo (in appariscente rosso i college che hanno subito optato per la contestatissima cifra massima di 9.000£).

Il Guardian prende molto sul serio il data journalism. Il sito del giornale offre un data store globale dal quale si possono attingere i dati più disparati, anche (e soprattutto) quelli governativi (provate a guardare il lavoro dedicato alla spesa pubblica italiana). Inoltre, sempre più le notizie di rilievo sono corredate da un datablog, sistema che consente di conoscere e studiare un evento in maniera molto approfondita e avendo sempre sotto gli occhi la dimensione quantitativa.

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