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YouTube, da grande vuole fare la TV

di Eleonora Viganò

YouTube logo

Anche You Tube evolve, cresce e si innova e lo fa decidendo di produrre contenuti originali, dando spazio anche all’educazione e alla scienza.

La produzione di video “fatti in casa” è la cifra stilistica che ha reso You Tube ciò che è, e non verrà di certo abbandonata, ma a questa funzione primaria  si aggiungeranno 100 nuovi canali che potremmo definire televisivi, ma senza il vincolo di un palinsesto, e per i quali verranno investiti da Google 100 milioni di dollari.

La maggior parte degli investimenti saranno dedicati all’intrattenimento, all’informazione, alla musica, per i quali sono stati contattati nomi come Antony Zuiker, creatore della serie televisiva CSI, Madonna, il rapper J-AZ, la Walt Disney per la creazioni di video con i loro personaggi più famosi, ma anche Reuters e il Wall Street Journal. Il sistema di business che sfrutta le inserzioni pubblicitarie è quello classico, l’unico che  al momento possa funzionare in rete,  ed è per questo che la maggior parte dei soldi verrà spesa per canali che attirino click.

Ma di questi canali, dieci saranno educazionali e di questi la metà sarà dedicata alla scienza, con una particolarità: un solo nome “famoso”, Steve Spangler, direttore del National Hands-on Science Institute, conosciuto per i suoi esperimenti con  coca cola e mentos, mentre gli altri contributors sono stati reclutati dalla community stessa di YouTube, da quegli utenti che hanno ottenuto il maggior successo.

Su tutti citiamo il canale Numberphile, che vede coinvolti il matematico James Grime, il giornalista Brady Haran e altri matematici, inaugurato l’11.11.11 e dedicato proprio a questa data che ha creato “scompiglio”,  e uno sull’astronomia, Deep Sky Videos, sempre di Brady Haran. Un canale invece sarà affidato a TED, che con ogni probabilità darà ampio spazio alla scienza.

Si tratta di un tentativo per migliorare la qualità della tv tradizionale? “Da grande” YouTube vorrà forse sostituirsi alle principali emittenti televisive? Per ora siamo solo agli inizi di una produzione di contenuti ben lontana dal sistema di programmazione classica.

E in Italia? Al momento è più facile che siano le emittenti ad avere un proprio canale Youtube su cui caricare le puntate di una loro trasmissione. Ecco un esempio

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